![]()
Nome: Brian.
Sono uno, nessuno e centomila brianzoli, l'umana quintessenza della brianzolitudine.
Brian's Grandpa Wisdom
Bàsten tri donn
per fà el mercaa d'Ogionn
© © © - E' possibile l'utilizzo web dei testi con citazione della fonte; la pubblicazione stampata richiede esplicita autorizzazione dell'autore.
Giovanni Raboni Endecasillabi Atonali
...endecasillabi atonali
abbracci & popcorn
altabrianza.org
arden
brian.zar
brianza di marsala
brianza immagini
brianza popolare
brugh
brulè
caris w.
ccrrii
clelia mazzini
colichese a milano
como in poesia
cosimo piovasco
el bas da la luna
el dragh bloeu
eleomat
elisabetta & simone
FanfanlatOULIP
flavio ronzoni
florio marsala
goccia briantea
gospel&more
il blog di arianna
italian poetry
kimsy
l'antica officina poetica
la frusta
lewis turco
mangino brioches
mullah nasrudin
naima
nesso di paolo
non solo proust
nonsonoqui
PercorsinBrianza
placida signora
proteus
rififi
rivista Brianze
saffo in brianza
sex&thebrianz-city
solotesto
sphera
tiziana soressi
triana
visitato *loading* volte
Brianza Gods (al Consonni Sergio)
Il Dio di Roserio per allenarsi
saliva al Segrino e alla Valassina,
dalla madonnina a una madonnina
fino sopra al Ghisallo, la fronte china
sempre sul manubrio in piena catarsi
fisica e arrivato andava a sciacquarsi,
dopo aver pisciato in una latrina
sporca, redarguendo i gregari scarsi.
Ma tremava dentro, perchè in salita
aveva inseguito a Villa Raverio
verso il Monticello (lunga, infinita
via crucis del ciclo) alla prima uscita
quel bastardo che scalava sul serio:
il Consonni, semidio di Roserio.
L'era stàa on sass? Era stato un sasso? Non ne sono mica tanto certo. Ma è certo e indiscutibile che Il Dio di Roserio di Giovanni Testori sia il più bel racconto del novecento italiano, nel più bel libro di racconti del novecento milanese-italiano: Il Ponte della Ghisolfa.
Allucinato racconto di periferia nord-milanese, fotografia impietosa del boom padano-pagàno del primo dopoguerra, il racconto del Dio narra la competizione tra due ciclisti dilettanti pronti a tutto, pur di emergere dal fango esistenziale in cui si trovano e arrivare alla gloria: il campione Dante Pessina (il Dio di Roserio) e il suo scalpitante gregario, il Sergio Consonni.
Quest'ultimo osa sfidare il capitano Pessina per una vittoria, andando ben oltre l'inosabile: perderà letteralmente la testa e la lucidità in una ferale caduta, volutamente provocata dal Pessina che poi si laverà le mani giustificandosi appunto così: L'è stàa un sass. Il successo e la vittoria cinicamente uber alles: ordinarie storie di vita e di vittoria di tutti i giorni, nella Brigantia-Brianza.
Giovanni Testori, nato e vissuto a Novate Milanese da genitori di Canzo (sua mamma, bellissima, era chiamata la stella della Valassina), era brianzolo per nascita ma purtroppo non per residenza, e davvero per un pelo. Però egli brianzolo lo è stato pienamente, fino in fondo per quella tensione, per quell'irrisolto interiore che sempre l'ha corroso dentro, ben riconoscibile nella pastiche linguistica allucinata del Dio di Roserio e di tante sue opere successive.
Giovanni Raboni disse che Testori è un grande del Novecento col quale dovremo fare i conti, presto o tardi. Io da più umile brianzolo ricordo semplicemente ammirato le prime venti pagine del Dio, quella visione espressionista della gara di bicicletta in Brianza, dagli occhi-telecamera del Consonni a ruota del Pessina: Ass, Onn, Lecch, Erba, Còm. Cristo, bestia d'un linosa, mòla troia, mòla!
Il ciclismo in Brianza ha una cruciale valenza metaforica e simbolica, sia interna (perchè disegna alla perfezione l'individualità chiusa del brianzolo e i suoi rapporti di forza e di gerarchia: tra cap e gregari, tra padron e operari) che esterna (in particolare nei rapporti coi milanesi che in Brianza ci salgono pedalando, e che vedono in essa un femmina da possedere, da percorrere tutta con la bicicleta noeuva, un rapporto di odio-amore con substrato di grande valenza psicanalitica).
Per i milanesi, sulle strade pedalabili della Brianza esistono due esami cruciali: c’è una salita da diploma ciclistico (il Monticello, lunga rampa in ascesa da Carate a Monticello Brianza appunto) e la laurea dei veri grimpeur, l'erta durissima del Ghisallo in alta Valassina, ove è collocato il noto Santuario della Madonna dei ciclisti, con tanto di bicicletta del Fausto Coppi sempre esposta.

utente anonimo in Proud Brianz ...
arden in Brianza Dinosaur ...
triana in Brianza Dinosaur ...
utente anonimo in Brianza Wisteria Sci...
piergiuseppe in Brianza Dinosaur ...
brianzolitudine in Brianza Dinosaur ...
piergiuseppe in Brianza Dinosaur ...
brianzolitudine in Brianza Dinosaur ...
officina in Brianza Dinosaur ...
brianzolitudine in Brianza Dinosaur ...
agliate
agrate
albavilla
albese con cassano
albiate
alserio
alzate brianza
annone
anzano del parco
arcore
arosio
asso
barlassina
barzago
barzanò
besana in brianza
bosisio parini
brianzolitudine
briosco
brivio
brugherio
bulciago
cabiate
calco
cantù
canzo
caponago
carate
carimate
carugate
carugo
casatenovo
cassago
castello brianza
cesana
cesano maderno
civate
colle brianza
concorezzo
consonno
costa masnaga
cremella
cucciago
desio
dolzago
ello
erba
esopo & fedro
esopo e fedro
extra moenia
fino mornasco
foscolo in brianza
galbiate
garbagnate monastero
giussano
imbersago
inverigo
lambro
lambrugo
lazzate
lentate sul seveso
leonardo in brianza
leopardi in brianza
lesmo
limbiate
lissone
longone
lurago erba
macherio
manzoni in brianza
mariano comense
meda
merate
merone
mezzago
missaglia
molteno
montevecchia
monticello
montorfano
monza
muggiò
nibionno
nova milanese
novedrate
oggiono
olgiate molgora
omero in brianza
orsenigo
osnago
paderno dadda
perego
pusiano
renate
resegone
rogeno
rovagnate
segrino
seregno
seveso
sirtori
sovico
triuggio
usmate-velate
valgreghentino
varedo
veduggio
verano
verderio
villasanta
villoresi
vimercate