Brianzolitudine

Brianza come stato d'animo

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Sono uno, nessuno e centomila brianzoli, l'umana quintessenza della brianzolitudine.

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venerdì, 02 maggio 2008

November (a Cambiagh)

Cambiago

De gèmm par l’aria, e splend el sô inscì ciàr

che te recèrchet l'arbicocch in fior

e dej spinbianch quell'odorin amar

sentet in coeur...

Ma secch l'è el brugn, e i piant ormai stecchìi

cont negher tramm disegnen el seren

e voeuj l'è el ciel, e cav al pè sonant

pàr el terren.

Silenzi, intorna: domà a on boff de vent

lontan el rìva, da giardinn e ort

de frasch on crodà fragil, ne l'estaa

freggia, dej mort.

 

Il 1° maggio mastro Marsala Florio ha lavorato anziché riposare, e i risultati si vedono, in quella foto de soravia. Tanti miei post hanno un credito di ispirazione verso quei suoi scatti d’autore, e credo che anche questo non sarà da meno.

Era da tanto che volevo cimentarmi in una traduzione di Pascoli in lengua, ma mi mancava sempre la contestualizzazione brianzola. Oggi grazie alle foto di Marsala ho capito che – mentre Leopardi aveva necessariamente bisogno di una collocazione collinare – Giovanni Pascoli sia da noi collocabile nella cosiddetta Brianza bassa, pianeggiante, in quell’area ex-rurale che gravita intorno al canale Villoresi.

Per ragioni familiari frequento spesso la Romagna nella zona di San Mauro Pascoli, appena oltre Cesena e sotto Savignano al Rubicone: è un paesino a 10 chilometri dal mare, una terra assai fertile solcata di fossi e coltivata a prati, frutteti e verdure varie. In quella piana il mare non si vede proprio. Ecco, in quella atmosfera ritrovo quelle foto marsaliane scattate dalle parti del Rio Vallone.

E’ giusto allora immaginare Giovanni Pascoli proprio da quelle parti insubre, in quella casella di Brianza posizionata in basso a sinistra: a Cambiago. Un paese a un tiro di schioppo dall’autostrada A4, quasi più milanese che monzese, eppure (chissà perché), anche là a Cambiago la brianzolitudine si sente tutta. Sarà l’orgoglio patriottico tipico delle terre di confine.

I cambiaghesi vivono in una realtà rurale a un attimo dalla tentacolare Milano, circondati da una campagna fertile e con quel parco del Rio Vallone che sa ancora dare emozioni di cascina, di Brianza che c’era una volta. E nella fioritura di biancospini che si vede tutt'intorno in queste prime ore di maggio, appunto nella Brianza bassa, il profumo dolceamaro di quella pianta deliziosa mi ha portato come una madeline a ricordare i versi del Novembre scritto più genuino Pascoli romagnolo.

Giudicate voi, se la traduzione abbia mantenuto almeno un poco di quella atmosfera magica e surreale dei versi originali. E se l’esercizio vi garba, posso andare avanti con altre cose pascoliane (non ce ne sono invero tantissime, sue di rimarchevoli, ma quelle che lo sono meritano la medaglia d’oro). Allora, vado?

Postato da: brianzolitudine a 08:39 | link | commenti (10) |


Commenti
#1   02 Maggio 2008 - 08:58
 
Ullallà, che regalone. Del Pascoli vado matto. E in dialetto (pardon in lengua come te diset tì) non si perde davvero nulla. Solo un po' più ruspante, ma è inevitabile. Aldo
utente anonimo

#2   02 Maggio 2008 - 10:57
 
Vai pure, Brian:-))
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#3   02 Maggio 2008 - 11:36
 
collocare in un ambiente : sì.
ma la traslazione non piace ai cultori (ti ho aizzato contro ancora una volta ineziessenziali)
io dico che la tua traduzione è bella in sè.
indipendentemente dalla fonte
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#4   02 Maggio 2008 - 11:47
 
Dimmi tu se a sessantanni suonati mi devo mettere a studiare il brianzolo!
Comunque debbo essermi fatta una fama atroce se amalteo sente il bisogno di raccomandarmi di non maltrattarti!
Ma sai cosa? Credo di essere gelosa dei poeti, come se fossero cosa mia!
Da un lato sono contenta se ricevono amore, dall'altro mi sembra che nessuno dovrebbe prendersi troppe confidenze con loro. Comunque qui il ritmo c'è tutto.
Ma, sommessamente, gentilmente e anche con un principio di preventivo pentimento ti chiedo: perché non scrivi cose tue? Forse già lo fai ed io lo ignoro? E magari, per i non brianzoli, potresti postare qualche tua cosa in italiano?
Speriamo che anche questo mio intervento non venga considerato troppo aggressivo, se no non mi resta che il silenzio
marina
utente anonimo

#5   02 Maggio 2008 - 15:05
 
Vai! Vai!
Per quanto riguarda la poesia io sono molto all'antica: Carducci, Pascoli, Leopardi, Foscolo. E le tue traduzioni saranno sicuramente tutte di alto livello.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente anneheche

#6   03 Maggio 2008 - 08:34
 
@aldo, amalteo, marina, anneheche: grazie. Il mio insistere nelle traduzioni "in lengua insubra" ha una finalità specifica, che una volta o l'altra certamente spiegherò.
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#7   03 Maggio 2008 - 13:21
 
...UN LIBRO?... Sarebbe davvero un'idea originale...! Il buon Collina aveva a suo tempo eccellentemente tradotto i "Promessi Sposi" , ma credo che mai nessuno abbia mai pensato a un "mix" antologico di autori diversi...
E ti dirò, trovo l'idea molto solleticante...!
Luciana
http://ww.comoinpoesia.com
http://www.larioinpoesia.blogspot.com
utente anonimo

#8   04 Maggio 2008 - 22:03
 
vai, vai! :-)
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#9   05 Maggio 2008 - 11:51
 
Non mi convince molto Pascoli in lengua. Io lo amo molto in alcune cose stupende. Riesce a farmi piangere Pascoli, cosa praticamente impossibile per me cui si son seccate le lacrime. Mai letto "Dalla riva"? e Bolide? e Vertigine? per citare di quelle che forse son meno lette, ma che fanno vibrare qualcosa che non si sa cos'è dentro l'anima
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Arabella2007

#10   06 Maggio 2008 - 17:43
 
beh il parco del rio vallone sta facendo una brutta fine, vedi costruzioni a Bellusco ( campo da golf e ) e Ornago e Masate che piano piano, lemme lemme un giorno si faranno prendere dalle lunghe braccia della città. d'altra parte è il progresso. d'altra parte anche Lambrate un tempo era paese.
:(
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente brule

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